martedì 18 agosto 2015

Siamo condannati a morte.

Dal concepimento alla nascita iniziamo tutti il nostro viaggio verso la morte. Si, da quando veniamo concepiti inizia il miracolo della vita, le cellule si moltiplicano, diventano milioni, miliardi e poi ci crescono le gambe le mani la testa il busto, il cuore il cervello è tutto il resto. In un ben determinato momento, senza che nessuno abbia ancora spiegato come, il cuore inizia a battere e lo farà circa 80 volte al minuto per anni, tanti anni, quanti nessuno lo sa. Da quando nasciamo siamo tutti condannati a morte, questo almeno dice la biologia, la scienza, ogni nostra cellula inizierà ad invecchiare è a morire. 
Come la roccia frantumata non muore ma cambia forma, si trasforma in sassi, in polvere di roccia, come l'acqua che corre dalla sorgente sino al mare ed evapora, si trasforma in aria, così anche l'uomo non muore ma si trasforma, transita ad altra forma ,  ad altra vita. Vale per le piante, vale per la pietra, vale per tutto perchè non può valere anche per l'uomo? Certamente per chi ha fede questo è più facile da accettare. Per noi cristiani la morte non è morte ma "transito", resurrezione in corpo ed anima. Per gli indù, che credono nella reincarnazione il transito si può concretizzare nel diventare carota, sedano, cipolla o altro. Per gli atei? Per loro la questione non si pone.

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