lunedì 10 agosto 2015

Fabio Osti attacca Don Silvio Baccaro sulla questione coppie di fatto e teoria Gender

Fabio Osti attacca Don Silvio Baccaro sulla questione coppie di fatto e teoria Gender e qualcuno, sulle pagine digitali di un quotidiano on-line, afferma che la Chiesa ha ragione a professare i propri principi ma che questa è una questione civile che deve essere affrontata dallo Stato e dai partiti e non una questione religiosa. Afferma di fatto che la Chiesa è un mondo a se, che parli pure come vuole tanto non ha nulla a che fare con la società civile.
Non so se ha più torto il signor Fabio Osti, che tra l'altro si professa cristiano ma sembra ascoltare più la direzione del partito che la parola di Dio visto quanto ha affermato, o colui che commenta le sue parole e l'azione del Parroco. Vorrei dire al signor Osti che non è certo volontà della Chiesa “costruire dei muri, alimentando la paura del diverso e le discriminazioni” bensì affermare e confermare la centralità della famiglia naturale composta da uomo e donna e benedetta da Dio e contrastare una teoria, quella Gender, che vuol insegnare già ai neonati uno strano concetto di uguaglianza basato sulla negazione dell'esistenza di una umanità divisa in uomini e donne, sulla negazione della differenza sessuale e sulla libertà di scelta individuale spinta a tal punto da lasciar decidere ai singoli individui cosa essere, sessualmente parlando, indipendentemente dagli organi posseduti.
Vorrei dire anche al signor Osti di riprendersi in mano qualche libro e ripassare la storia del fascismo e l'azione della Chiesa in quegli anni successivi all'emanazione delle leggi razziali. La Chiesa ha messo la testa sotto la sabbia? Sa o no cosa ha fatto l'Azione Cattolica in quegli anni? Sa o no quante sono le persone che sono state salvate da morte certa dai preti, dai religiosi e dai Cristiani laici in quel periodo? Lo sa o no che la Chiesa, composta da religiosi, preti e laici come lei, all'indomani del 1943, ha aperto le porte di Santuari, Basiliche, Conventi e delle case di semplici cittadini timorosi di Dio per salvare la vita ad Ebrei e a chiunque fosse in pericolo? Si legga il libro “Assisi Clandestina” se non l'ha già fatto, ottima e veloce lettura estiva, vedrà che le cose le saranno molto più chiare. Legga “La strada del coraggio” e vedrà cosa ha fatto Gino Bartali in quegli anni, rischiando ogni giorno la vita, non era un sacerdote.
“La Chiesa ha fatto questo, la Chiesa ha fatto quello”, ma Lei che si professa cristiano lo sa o no di essere membro di quella Chiesa o pensa che i cristiani siano una cosa e la Chiesa un'altra?
All'altro signore vorrei poi dire che i cristiani sono persone che vivono, mangiano, dormono lavorano, votano e vengono votate da altre persone e che religione e vita sociale sono due realtà che convivono e coesistono in ognuno di noi e non si possono scindere una dall'altra come fanno i criminali. Se uno crede in Dio ascolta la sua parola e agisce di conseguenza, se uno crede in Dio non uccide e non appoggia una legge che va contro il suo credo e la sua fede. Forse il signor Fabio Osti, come noi tutti, farebbe bene a rileggere il Vangelo e magari a farselo spiegare da qualcuno che lo conosce in maniera approfondita. Il Papa, i religiosi e i preti parlano al popolo di Dio che è chiamato con la propria vita a farsi testimone insieme a loro del messaggio evangelico. E poi quello che ci dice l'Europa è forse più importante di quello che ci dice Gesù Cristo? Per i cristiani non dovrebbe essere così. Il popolo di Cristo “è nel mondo ma non è del mondo”. Un buon cristiano è chiamato alla Croce in nome della propria fede non alla “carega” di qualche Palazzo, e lo dico prima di tutto a me stesso.

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